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MICROCHIRURGIA DELLA CALVIZIE - CELLULE STAMINALI

L’autotrapianto è un intervento che nel corso di oltre cinquant’anni ha subito un’evoluzione tecnica considerevole ed oggi si propone in assoluto come l’unico metodo sicuro per infoltire aree di cuoio capelluto compromesse dalla calvizie androgenetica.

Ormai è risaputo che i nostri capelli sono organizzati in minuscoli gruppi di due,raramente tre e talora un follicolo. Risulta molto importante,ai fini di ottenere una loro perfetta ricrescita,mantenere integri questi piccoli gruppi (conosciuti come FU,Unità Follicolari) grazie all’utilizzo di speciali apparecchi stereoscopici che permettono di ottenere sezioni microscopiche accuratissime.

Altrettanto importante appare l’uso di idonei mezzi di ingrandimento per posizionare migliaia di FU e ricostruire in modo accurato le zone diradate o prive di capelli. In questo caso si sono rivelati di grande aiuto dei nuovi sofisticati microscopi operatori,dotati tra l’altro di autofocus e microtelecamera.

Oggi l’autotrapianto consiste essenzialmente in un lavoro d’équipe,in cui ognuno ha dei compiti ben precisi e stabiliti nel corso di un intervento che può durare anche 5 e più ore. Sempre in anestesia locale ma sempre in presenza di anestesisti.

Un altro requisito fondamentale per la buona riuscita di un autotrapianto è che venga sempre eseguito in un ambiente clinico di adeguato livello. Sono lontani i tempi degli interventi portati a termine in ambulatorio dal medico e da un assistente,che duravano poco più di un’ora. Erano i tempi dell’effetto “bambola”. Ora sono quelli della microchirurgia della calvizie e,proprio recentemente,delle cellule staminali. Nel corso degli interventi di autotrapianto,durante la fase di preparazione delle Unità follicolari ai microscopi stereoscopici,rimane sempre una certa quantità di tessuto connettivale,scartato perchè non contiene follicoli e pertanto eliminato.

Ora nelle nostre cliniche abbiamo scoperto che questo tessuto può invece venire impiegato per ricavare un numero molto alto di cellule staminali mesenchimali. Dei biotecnologi frazionano con una speciale apparecchiatura i frammenti di tessuto in minutissime particelle che contengono cellule staminali mesenchimali. Queste cellule vengono poi isolate ed innestate nella zona del trapianto,allo scopo di arricchire il patrimonio di staminali esistenti.Queste cellule nel derma sono chiamate a svolgere diversi compiti,tra cui quello di riparare i tessuti danneggiati,di migliorare il trofismo mediante soprattutto la neogenesi della rete vascolare e di indurre in generale la rigenerazione di diversi tipi di cellule presenti nel derma.

Per quanto ipotizzato da alcuni ricercatori,non è dato conoscere in questo momento se tali cellule possano in qualche modo influenzare lo sviluppo di nuovi follicoli. Un aumento della concentrazione di cellule staminali nella zona del trapianto rappresenta in ogni caso un mezzo sicuro per abbreviare il decorso dell'intervento e stimolare i processi riparativi,ma soprattutto serve a migliorare,anche a lungo termine,la qualità dei capelli trapiantati.

Grazie a recenti ricerche di ingegneria biomedica riguardanti in particolare la micromanipolazione,possiamo oggi disporre di apparati che ci permetteranno non solo di abbreviare la fase di inserzione delle F.U. ma di posizionarle anche ad altissima densità,per ottenere delle linee fronto-temporali sempre più naturali.

La nostra maggiore ambizione rimane quella di riuscire a trapiantare capelli da un individuo ad un altro,in primo luogo per ricostruire zone prive di capelli in tutti quei soggetti che non possono ricorrere all’autotrapianto a causa della loro scarsa zona donatrice rimasta danneggiata da ustioni o da eventi traumatici. Quando questo sarà possibile la tecnica del trapianto di capelli non avrà più confini.

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